“Uomo” non è l’Umano

Per una chiarezza linguistica che riconosca pari dignità a maschile e femminile

Nel nostro linguaggio, la parola uomo è spesso usata per indicare l’intera specie umana. Ma questa abitudine, apparentemente neutra, nasconde una disuguaglianza profonda: rende il maschile misura universale, mentre il femminile diventa eccezione o aggiunta.

Parlare di uomo per dire essere umano è una forma sottile ma potente di esclusione. Un errore linguistico che si riflette nel pensiero, nella cultura, nei ruoli sociali. È necessario distinguere: l’uomo è l’essere umano nel suo ruolo maschile; la donna è l’essere umano nella sua espressione femminile. Entrambi appartengono alla stessa umanità, ma non sono intercambiabili.

Solo restituendo precisione alle parole possiamo restituire dignità ai significati. Dire essere umano quando si intende l’insieme, dire uomo o donna quando si intende il ruolo. È da qui che comincia una vera parità: dal riconoscimento reciproco, non dalla confusione.

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