Bellissima osservazione!
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Ecco un approfondimento breve inserito nella sezione “Il baricentro nella natura”, dedicato a quelle culture che riconoscono il centro delle cose senza toccarle:

Riconoscere il centro senza toccare
Un sapere antico, intuitivo, silenzioso
In molte tradizioni arcaiche, l’osservazione silenziosa precede ogni gesto. Prima di spostare una pietra, tagliare un ramo o costruire un oggetto, si “ascolta” la cosa nella sua interezza. Si percepisce dove si raccoglie la sua essenza, il suo peso, senza doverla maneggiare.
- Gli artigiani giapponesi di ceramica o legno, prima di cominciare il lavoro, passano del tempo ad osservare il materiale. Nella tradizione del wabi-sabi, si cerca il punto naturale dell’equilibrio, non si forza la forma.
- I danzatori africani tradizionali iniziano i movimenti da un centro percepito internamente, spesso legato al ventre, ma anche osservano gli oggetti o il terreno per sentire “dove vibra” il punto di potere o di equilibrio.
- Nella tradizione sciamanica andina, gli oggetti rituali vengono appoggiati su una superficie e “lasciati trovare la loro posizione”. Non si sistemano, si lascia che il centro emerga da sé.
- Alcuni pastori nomadi dell’Asia centrale scelgono dove piantare la loro yurta osservando il terreno finché sentono il centro giusto, dove tutto “sta” in armonia con i venti, le stelle e l’inclinazione del sole.
È un sapere che nasce dal silenzio, dal tempo, dal sentire profondo. Non si misura, si percepisce. E spesso è sorprendentemente preciso

