Il Baricentro
Il punto che tiene tutto insieme

1. Cos’è il baricentro?
Il centro della massa.
In fisica, il baricentro è il punto in cui si può idealmente concentrare tutta la massa di un corpo. È il punto di equilibrio perfetto, da cui dipende la stabilità del movimento.
2. Dove si trova?
Una questione di forma e distribuzione.
Il baricentro varia a seconda della forma del corpo e di come la massa è distribuita. Negli esseri umani, in media, si trova all’incirca davanti alla seconda vertebra sacrale, ma cambia con la postura, il sesso, il movimento.
3. Perché è importante?
Portamento, equilibrio, grazia.
Sapere dove si trova il proprio baricentro permette di camminare meglio, muoversi con meno sforzo, stare in piedi con più presenza. È fondamentale per atleti, danzatori, ma anche per chi semplicemente vuole “abitare” il proprio corpo in modo più consapevole.
4. Il baricentro nella natura
Gli alberi e le pietre lo conoscono bene.
Gli alberi spostano il loro baricentro col vento. Le pietre sanno quando rotolare o restare ferme. Alcune culture tradizionali insegnano a riconoscere il “centro” delle cose prima di toccarle.
5. Esercizi di consapevolezza
Percezione e presenza.
In piedi, a occhi chiusi, prova a spostare lentamente il peso avanti, indietro, a destra e sinistra…
Dove senti che “tutto si allinea”?
Cammina lentamente, cercando di “muovere il tuo baricentro”, non solo i piedi.
Stai sedutə e nota dove cade il tuo peso. Puoi sollevarlo un po’ come se “risiedesse” al centro del tuo corpo?
6. Curiosità e simboli
Il baricentro come archetipo.
In molte arti marziali orientali, il baricentro coincide con il “hara”: centro vitale dell’energia.
Nella danza classica, il baricentro è il nucleo del portamento.
Per alcune filosofie alchemiche, il baricentro è l’equilibrio tra gli elementi: terra, acqua, aria, fuoco.
Il Calcio
Che cos’è il calcio?
Il calcio è il minerale più abbondante nell’organismo. Il 99% della sua quantità totale è concentrata nelle ossa, dove è accumulato sotto forma di carbonato.
A che cosa serve il calcio?
il calcio è essenziale per lo sviluppo e per la salute delle ossa e dei denti. Infatti le ossa sono sottoposte a un continuo processo di rimodellamento che prevede il riassorbimento e la deposizione di calcio nel nuovo tessuto osseo.
Solo l’1% delle scorte totali di questo minerale partecipa ad altre funzioni: la contrazione dei muscoli, la trasmissione nervosa, la secrezione di ormoni, la vasodilatazione e la contrazione dei vasi sanguigni.
Il calcio è altresì essenziale per mantenere l’alcalinità del sistema, pertanto la miglior forma di guadagno è il risparmio.
In quali alimenti è presente il calcio?
Le principali fonti alimentari di calcio sono il latte e i suoi derivati, in particolare i formaggi, gli yogurt e altri latti fermentati. Questo minerale è inoltre presente in alcuni vegetali a foglie verde scuro (ad esempio nel cavolo cinese, nel cavolo riccio e nei broccoli, ma non negli spinaci), nei legumi secchi.
Quali conseguenze può determinare la carenza di calcio?
Carenze di calcio possono rimanere asintomatiche nel breve termine, ma se non vengono trattate adeguatamente possono avere conseguenze molto gravi. I primi sintomi includono pizzicore e addormentamento delle dita, crampi muscolari, convulsioni, sonnolenza, scarso appetito e anomalie del battito cardiaco. Nel lungo periodo si può inoltre andare incontro a osteopenia e, in seguito, a un’osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture.
Anche il rachitismo può essere una conseguenze di una carenza di calcio, anche se è più frequente che alla base di questo tipo di problema ci sia una carenza di vitamina D.
Quali conseguenze può determinare l’eccesso di calcio?
Un eccesso di calcio nel sangue può portare a insufficienza renale, calcificazione dei vasi sanguigni e dei tessuti molli, aumento del calcio nelle urine e calcoli renali. Inoltre un’assunzione eccessiva di calcio può causare stitichezza e interferire con l’assorbimento del ferro e dello zinco.
La vista: un viaggio oltre gli occhi
La vista non è solo una funzione dell’occhio. È un’esperienza complessa che coinvolge il corpo nella sua totalità, a partire dalla postura, attraversa fasce e muscoli, e termina nel cervello, dove nasce davvero l’immagine del mondo.

L’evoluzione della posizione eretta e l’Atlante
Con il passaggio alla posizione eretta, l’essere umano ha modificato profondamente la sua struttura fisica. Un cambiamento cruciale è avvenuto nella prima vertebra cervicale, l’Atlante, che sorregge il cranio e orienta lo sguardo. La sua posizione influenza direttamente l’equilibrio, la percezione dell’orizzonte e la relazione con lo spazio.
Un Atlante mal posizionato può alterare il tono muscolare del collo e della testa, con effetti a catena fino ai muscoli oculari. La postura, quindi, è già visione.

Fasce e muscoli: la connessione sottile
Attraverso la rete delle fasce miofasciali, i movimenti e le tensioni del corpo si trasmettono fino ai muscoli che muovono gli occhi. Questi legami poco conosciuti suggeriscono che ciò che viviamo fisicamente – tensioni, stress, emozioni – può influenzare il nostro modo di guardare il mondo, letteralmente.

I muscoli oculari e il cristallino: l’atto del vedere
L’occhio è dotato di sei muscoli esterni che lo orientano nello spazio. Questi muscoli lavorano in modo fine e coordinato, permettendo non solo il movimento ma anche la focalizzazione. Internamente, il cristallino, una lente flessibile, cambia forma per mettere a fuoco gli oggetti a diverse distanze. Questa capacità, chiamata accomodazione, è anche metafora di un’attitudine mentale: adattarsi per vedere chiaramente.
Retina e nervo ottico: ricevere e trasmettere
Sulla retina, la luce si trasforma in segnali elettrici attraverso cellule specializzate: i coni (per la visione a colori e diurna) e i bastoncelli (per la visione notturna). Questi segnali viaggiano lungo il nervo ottico fino al cervello, dove l’immagine viene decifrata e “resa reale”.
L’occhio è la telecamera, ma chi vede è il cervello
L’occhio raccoglie la luce, ma non vede. Vede il cervello. È lui a interpretare, completare, filtrare e in parte inventare ciò che percepiamo. Ciò che crediamo oggettivo è in realtà costruito attraverso esperienze, memorie, emozioni, credenze. La visione è quindi una funzione corporea, neurologica, ma anche coscienziale.
Vedere è un atto di presenza. E forse, a guardare davvero, è qualcosa che va ben oltre i confini del visibile.
Intestino e colonna vertebrale
Intestino e colonna vertebrale
- Intestino e colonna vertebrale si trovano molto vicini, a volte anche a contatto;
- L’intestino si ritrova in stretto rapporto con diversi muscoli che originano dalla colonna vertebrale (muscolo ileo-psoas);
- L’infiammazione intestinale causata da un’alimentazione non corretta, può provocare alcune situazioni che possono portare ad un sovraccarico della colonna lombare e quindi a dolore.
Colonna vertebrale e intestino
Non tutti sanno che l’intestino si trova legato alla parete addominale posteriore e alla colonna vertebrale attraverso diversi legamenti. Processi infiammatori, irritazioni delle mucose intestinali, stipsi, possono alterare la qualità dei tessuti intestinali e di conseguenza le strutture adiacenti (es. i muscoli della colonna vertebrale).

I mesi, che non sono altro pliche peritoneali che avvolgono le divere parti dell’intestino, oltre che trasportare vasi e nervi, ancorano l’intestino alla parete posteriore dell’addome e di conseguenza anche alla colonna vertebrale.
Il muscolo ileo psoas è uno delle strutture che spesso vengono influenzate dall’intestino e, facendo parte dei muscoli che originano dalla colonna vertebrale, la sua tensione si scarica sulla zona lombare.
Spesso un’alimentazione non corretta, la distruzione della flora batterica intestinale causata ad esempio da una cura antibiotica non seguita da una terapia che integri tale flora, potrebbe provocare non pochi problemi intestinali che si tradurranno in alterato assorbimento, situazioni che creano terreno fertile per l’insorgenza anche del dolore alla colonna vertebrale.
Nota: Lo stress



